La Storia del Vin Friularo
Chiamato così perché è il vino del freddo, prodotto con uve raccolte sul finire dell’autunno, quando le vigne vengono imbiancate dalla prima brina. I padovani sono generosi consumatori di vini. Merlot, Cabernet, Prosecco sono sulla bocca e nel bicchiere di tutti, dalle piazze del capoluogo a quelle della provincia. Eppure c’è solo un vino rosso che anima le tavole dei padovani da 1000 anni, orgoglio delle nostre campagne. E che, unico del territorio, ha ottenuto il marchio DOCG: è proprio il Friularo.
Prodotto da uve a bacca rossa, riconducibili al ceppo dei rabosi, è noto fin dall’antichità. Di lui parlano Plinio, Strabone e Marco Valerio Marziale, raccontando la fatica e la passione dei coltivatori di vite nella bassa padovana. Nel 1200, quando soggiornò a Padova, persino Federico II di Svevia ebbe l’occasione di assaggiarlo nella sua forma primigenia: merito dei monaci di Santa Giustina, che gliene fecero dono.
Furono proprio i benedettini ad organizzare e favorire la coltivazione della vite, tradizionalmente “maritata” ai salici, nelle campagne attorno a Conselve. Da loro venne l’impulso alla valorizzazione di un prodotto che oggi è unico nel panorama vitivinicolo italiano.
Persino il poeta Angelo Beolco, detto Ruzzante, se ne innamorò: “c’è vino sgarboso che dice bevimi, bevimi, che salta nel bicchiere”, scriveva nel 1500. E dopo di lui numerosi letterati e intellettuali, come il medico Lodovico Pastò, che, in onore del Friularo, compose un ditirambo.
L’antica tradizione del vin Friularo è stata rilanciata dalla Cantina sociale di Conselve, che raccoglie e vinifica le uve prodotte da 650 soci. Oggi ne produce circa 350.000 bottiglie l’anno, nelle linee Quarantia, Ambasciatore, Fondatore, Fondatore riserva.
Dopo l’appassimento delle uve, lasciate a riposare in pianta e in fruttaio per alcune settimane, alla spremitura segue un periodo di lungo affinamento in botte. Solo allora, come da disciplinare della DOCG, il vino padovano per eccellenza, diventa Friularo. E può “saltare nei bicchieri”, come diceva Ruzzante, sprigionando i suoi odori e sapori unici, di ciliegia, di marasca, di prugna.
Frutto del lavoro di un’intera Comunità, che attorno al vino ha costruito buona parte della propria economia e della sua unica cultura, il Friularo è un marchio distintivo del Conselvano. Degustarlo al tramonto o durante un pasto, con carni rosse, formaggi e selvaggina, è un piacere che molti, in tutto il Paese, stanno cominciando a scoprire.
Municipio della Città di Conselve

Progetto finanziato dalla Regione Veneto a valere sul bando DGR n. 956 del 31 luglio 2023 per il Distretto del Commercio di Conselve, aderendo alle iniziative di riqualificazione delle strutture commerciali e valorizzazione del territorio attraverso iniziative di promozione e animazione svolte nel corso degli anni 2024 e 2025. Contributo concesso al Distretto € 137.341,08
Partenariato Distretto di Conselve
Soggetto Capofila:
Città di Conselve
Soggetto attuatore intervento
Ascom Servizi spa
Piazza XX Settembre n. 32 - 35026 Conselve (PD) | Privacy & Cookie policy